VIDEO: il fallimento della climate talk di Bonn

Si è conclusa la climate talk a Bonn, l’ultima sessione di negoziati a precedere il vertice di Parigi previsto per i primi giorni di dicembre, in cui si proverà a stabilire un accordo internazionale per contenere il riscaldamento globale entro 2°C e si tenteranno di regolamentare e ridurre drasticamente le emissioni di CO2 entro il 2020.

Nonostaste Bonn non abbia avuto gli esiti sperati, l’UNFCCC ha trasmesso comunicazioni molto miti rispetto all’accaduto; le dichiarazioni della Segretaria esecutiva dell’UNFCCC, Christiana Figueres e dell’ambasciatore francese per i cambiamenti climatici Laurence Tubiana convengono sull’importanza del processo politico che si dovrà necessariamente attivare in ogni nazione prima del vertice di Parigi, entrambi ammettono inoltre che Parigi ci sarà ancora lavoro da fare rispetto all’accordo.

Quello che non ci si aspettava succedesse a Bonn riguarda il testo dell’accordo, nato con l’obiettivo di essere comprensibile a tutti i rappresentanti di tutti i paesi, è arrivato a Bonn breve e conciso, appena 20 pagine e 26 punti  a fare da base all’accordo. E invece l’accordo esce dai negoziati visibilmente ampliato e complicato: 51 pagine e 1000parentesi per l’esattezza. Più punti da discutere e più fumo negli occhi. La Segretaria esecutiva di UNFCCC, rispetto al testo ha dichiarato: “Ora abbiamo un testo condiviso che è equilibrato e completo. La cattiva notizia è che non è più conciso. La sfida che attende i Governi è di ridurlo e renderlo coerente per essere adottato a Parigi”.

Tutto, a questo punto sembra portare alla necessità di un nuovo incontro straordinario prima di Parigi, d’altra parte anche la stessa presidenza francese di Cop21 non vuole arrivare al vertice con un documento così complesso e, peggio, con opzioni ancora aperte che rischiano di rendere nullo anche questo accordo, così come accaduto a Copenaghen.  Ci saranno quindi tre appuntamenti nei prossimi giorni: la riunione ministeriale Pre-COP all’inizio di novembre a Parigi, in cui si affronteranno questioni politiche di alto livello riguardanti il ​​progetto di accordo, un incontro del G20 in Turchia a metà novembre ed un meeting dei capi di Stato del Commonwealth che si terrà a Malta poco prima dell’inizio dei lavori.

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