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Verso Parigi 2015: 26 punti per cambiare il mondo

PARIGI – Tra il 30 Novembre e l’11 Dicembre prossimi, i capi di stato di tutto il mondo si incontreranno a Parigi, con l’obiettivo di trovare un accordo che contrasti il cambiamento climatico. Si tratta di un appuntamento cruciale per le sorti dell’uomo e del mondo e ne va della sopravvivenza di intere popolazioni e della salvaguardia di immensi territori.

A Parigi Cop21, i Paesi proveranno ad accordarsi su vari punti tra cui le emissioni di CO2, la questione dell’estrazione dei combustibili fossili e, soprattutto il cambiamento climatico che deve essere contenuto entro due gradi centigradi. Per far si che questi obiettivi siano rispettati è necessario l’impegno di tutti i paesi del mondo.

In vista dell’evento l’ONU ha pubblicato varie bozze dell’accordo e ne ha rilasciata un’ultima, ancora non ufficiale, che sarà il fondamento della discussione preparatoria a Cop21 che si terrà a Bonn dal 19 al 23 ottobre prossimi e che rappresenterà l’ultimissima sessione di negoziati prima dell’incontro di Parigi. Il testo dell’accordo è stato semplificato e snellito rispetto all’ultima bozza proposta a luglio per stabilire obiettivi chiari e precisi e, probabilmente per poter essere seguito e compreso anche dai paesi in via di sviluppo, che in precedenza avevano dichiarato di non riuscire a seguire per bene i lavori.

LA BOZZA – Il documento, non ancora giuridicamente vincolante, reso noto ai governi membri della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), consta di 26 punti e 20 pagine, che basterebbero per salvare il mondo, in cui si tornano a fermare obiettivi importanti:

  • contenere il riscaldamento globale entro i due gradi rispetto ai livelli pre-industriali
  • eliminazione graduale delle emissioni di gas a effetto serra.

Nella bozza si parla anche di incontri e piani quinquennali relativi al taglio delle emissioni di CO2, che servono a migliorare ed implementare l’impegno dei diversi paesi nel tempo, una grossa novità che fissa obiettivi da raggiungere a breve termine, rispetto al passato in cui tali questioni venivano regolate da piani decennali che impedivano un controllo preciso, da parte della comunità internazionale sull’effettivo raggiungimento dei risultati di ciascun paese. In quest’ottica la bozza dell’accordo fissa la necessità di un piano di azioni che vada da qui al 2020 ed uno che parta dal 2020.

FIRMARE – L’accordo sul clima, così come profilato in questa nuova bozza, appare esplicitare il forte legame che esiste tra cambiamento climatico, sviluppo sostenibile e crescita dei paesi più poveri, praticamente potrebbe salvare il mondo. E allora perché i paesi non sono già corsi a Parigi a firmare? Interessi economici. Oltre alle Lobby di potere ed alle multinazionali che hanno fortissimi interessi economici contro l’accordo, c’è la questione dei finanziamenti ai paesi in via di sviluppo affinché possano rispettare i piani e sulle emissioni gas serra. Molti, invece, hanno perplessità sulle tempistiche (piani quinquennali) e sui vincoli che l’accordo comporta. Ad esempio gli USA vorrebbero un accordo non vincolante, che lo renderebbe praticamente inutile.

ATTIVISTI – In vista di questi accordi gli attivisti, tra cui spiccano artisti del calibro di Leonardo di Caprio, Vivienne Westwood, Emma Thompson, Desmond Tutu, sono impegnati da anni a sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi e ad influenzare le decisioni dei governi attraverso le proprie azioni e la mobilitazione pubblica.

Nel mondo migliaia di realtà come Avaaz e Change.org lavorano per unire la voce delle persone comuni e portarla li dove di decidono le sorti del mondo. Come si legge nell’appello di 350.org “Siamo di fronte a un bivio. Nel passato, uomini e donne determinati hanno resistito e sconfitto i crimini della schiavitù, del totalitarismo, del colonialismo e dell’apartheid. Decisero di combattere per la giustizia e la solidarietà e sappiamo che nessuno di loro lo avrebbe fatto per se stesso. Il cambiamento climatico è una sfida simile, e noi stiamo alimentando un’altrettanto simile reazione”.

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