AL VIA QUARBARILLA CENTER FOR FOOD

Su proposta del ‘Barilla Center for Food ad Nutrion’ la nascita di un Protocollo Internazionale contro lo spreco alimentare. Appuntamento a Milano Expo 2015

barilla_center_food_nutrition_pastaMilano – Potrebbe passare alla storia come sede di un protocollo mondiale di lotta alla fame e agli sprechi alimentari l’Expo 2015 di Milano. Ci crede il governo italiano, ci credono gli organizzatori, ci crede il Barilla Center for Food ad Nutrion. Un progetto ambizioso che vedrà una prima stesura, molto embrionale per il momento, il 26 e 27 novembre proprio al quinto forum internazionale  del BCFN in svolgimento all’Università Bocconi del capoluogo lombardo. La giornata del 26 novembre sarà dedicata alla presentazione delle idee finaliste di BCFN YES!, progetto rivolto ai giovani studiosi interessati a proporre soluzioni sostenibili in ambito agro-alimentare, e potrà essere seguita in diretta streaming sul sito ufficiale o dalla pagina Facebook di BCFN! La giornata del 27 novembre offrirà invece un confronto a livello globale sui principali temi legati all’alimentazione che hanno caratterizzato il 2013 e sulle sfide che coinvolgono il sistema agroalimentare. Tra i temi principali: la gestione delle risorse naturali con particolare riferimento all’acqua, la sostenibilità della filiera, lo spreco alimentare e il valore del cibo in una prospettiva futura.

Gli obiettivi – Il mondo dell’alimentazione, delle produzioni, delle sue trasformazioni e del consumo è davvero complesso. C’è una parte del pianeta che consuma troppo mentre un’altra parte è lasciata in balia di quel poco che la natura decide di concedere. Ci sono le abitudini alimentari che cambiano, con ad esempio l’estensione del consumo di carne bovina in zone finora per niente interessate, e le nuove produzioni agricole ad uso industriale, pensiamo ad esempio a quelle per i bio carburanti. Mettere ordine e razionalizzare le risorse, i consumi e gli sprechi èAL VIA QUARBARILLA CENTER FOR FOOD davvero uno sforzo titanico. ‘Ispirandosi all’esempio del Protocollo di Kyoto, lanciato nel 1997 per salvaguardare l’ambiente, l’Expo italiano, si legge sul sito ufficiale del Barilla Center,  può essere l’occasione per sottoscrivere un trattato che ponga le basi per un futuro sostenibile in cui le persone e il pianeta vivano in armonia. Un ipotetico Protocollo di Milano potrebbe partire dalle seguenti considerazioni sui paradossi del cibo che affliggono il mondo. Accesso ed eccesso di cibo. Di fronte a quasi un miliardo di persone che non ha accesso al cibo, un numero equivalente di persone mangia troppo e (spesso) male, aumentando il rischio di diabete, tumori e patologie cardiovascolari’. Ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate di cibo ancora commestibile sono sprecate: una quantità che rappresenta un terzo della produzione alimentare globale che sarebbe sufficiente a nutrire le 868 milioni di persone malnutrite nel mondo. Questo in sintesi l’obiettivo primario raggiungibile sottoscrivendo impregni precisi.

Educazione alimentare e a stili di vita sani – La lotta all’obesità passa attraverso l’educazione alimentare e la promozione di stili di vita sani.  Le Parti dovrebbero concordare di promuovere l’educazione al cibo e all’attività fisica, a partire dalle scuole, seguendo l’esempio di Michelle Obama negli Stati Uniti, oltre a favorire una condivisione delle ricerche scientifiche sulla nutrizione. Andrebbero anche promosse le iniziative pubblico-private per colmare il deficit di conoscenza nella relazione tra dieta alimentare e salute.

Riforme agrarie e lotta alla speculazione finanziaria – Bisognerebbe limitare al 5% dei target nazionali sulle energie rinnovabili l’utilizzo di biocarburanti a base alimentare. Le Parti dovrebbero promuovere riforme agrarie mirate a bilanciare la proporzione tra terreni dedicati a biocarburanti e per l’alimentazione del bestiame e quelli per l’alimentazione umana. Allo stesso tempo, occorre combattere la speculazione finanziaria sui beni alimentari, che negli ultimi anni ha portato a forti aumenti di prezzo nei prodotti di prima necessità come il pane, alimentando tensioni sociali e guerre nel mondo.

Lotta allo spreco alimentare – Le Parti dovrebbero fissare l’obiettivo di ridurre del 50% lo spreco alimentare entro il 2020, tramite campagne mirate ad accrescere la consapevolezza del fenomeno e accordi di lungo termine sulle filiere agricole volti a migliorare la pianificazione alimentare. Per ridurre lo spreco sarà importante seguire una gerarchia di priorità precisa, che parte dalla prevenzione, per passare al riutilizzo del cibo per il consumo umano, per gli animali e infine per produrre energia.

Necessario riconoscere, però, che i protocolli sovranazionali fin qui sottoscritti hanno prodotto ben poco, basti pensare alle dispute e ai distinguo sulle produzioni industriali, in materia di clima, dopo la sottoscrizione di Kyoto, prese dai diversi governi. In campo alimentare però le cose possono andare diversamente perchè le popolazioni sono coinvolte in prima persona e i loro gesti, anche i più piccoli e quotidiani, possono fare la differenza. Pensiamo ad esempio al consumo dei soli prodotti agricoli di stagione, al ‘kilometro zero’, al rifiuto dei prodotti ogm, agli acquisti dei generi alimentari esclusivamente indispensabili  e non facilmente deperibili. Piccoli gesti che possono davvero fare la differenza. Il Forum organizzato dalla BCFN è aperto a tutti – con possibilità anche di fare domande agli esperti internazionali che parteciperanno tramite l’apposito form presente sul sito – un’occasione da prendere al volo per essere cittadini più consapevoli e partecipare, ognuno come può, alla salvaguardia del pianeta.

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