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Scrapycle, il punto d’incontro tra materiali di scarto, creatività ed e-commerce

Materiali di scarto, creatività, e-commerce: il trait-d’union è possibile, e l’hanno inventato tre ragazzi intorno ai trent’anni, due di Padova e una di Vicenza. Si chiama Scrapycle, e per ora è soprattutto un marchio: una Srl che si sta facendo conoscere.
Tra un anno, se tutto va bene, sarà un’ambiziosa piattaforma online, pensata per mettere in contatto chi i rifiuti li produce ma non sa che farsene, e chi invece li cerca ma non sa a chi chiederli. «La nostra» spiega Cesare Granati, 28 enne padovano che insieme ad Annabella Sperotto e Mariasole Schiavon ha da poco avviato l’impresa «è una startup digitale nata prima di tutto per mettere in contatto persone. Da una parte ci sono grandi aziende o pubbliche amministrazioni che producono un’enorme quantità di materiali di scarto, ma li buttano via o addirittura pagano per smaltirli. Dall’altra c’è un vasto popolo di artigiani, artisti e ricercatori che invece ne hanno bisogno per riutilizzarli: dalle idee d’arredamento e design alla trasformazione in altri materiali. Il nostro obiettivo è mettere in connessione queste persone».

 

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