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“RETI SIETE E FILO DIVENTERETE”: IL RIUSO ITALIANO CHE PULISCE IL MARE

Ancona 16 ottobre – Con il Porto di Ancona promosso a “collection point” nazionale e i pescherecci dello strascico coinvolti per l’ambiente, l’Adriatico diventa pioniere per tutto il Mediterraneo per il recupero e la rigenerazione delle reti da pesca dismesse o giacenti in fondo al mare. Questa iniziativa è resa possibile grazie a una inedita collaborazione tra ricercatori, subacquei, operatori della pesca professionale, ong, amministrazioni locali e industria, illustrata oggi nel corso di una conferenza stampa dai due promotori: da una parte, il progetto DeFishGear, finanziato dal programma UE transfrontaliero IPA-Adriatic e mirato al liberare l’Adriatico dalle plastiche, e dall’altra, Healthy Seas, iniziativa che ha avviato le prime esperienze del genere in Nord Europa, grazie anche all’impegno del Gruppo Aquafil player mondiale attivo nella filiera produttiva del Nylon 6.
Unanime la soddisfazione per questa positiva sinergia, sottolineata da Paolo Pelusi, presidente Consorzio Mediterraneo, partner italiano del progetto DeFishGear. “E’ un significativo traguardo, ma anche un importante punto di partenza per rafforzare gli strumenti e più in generale la cultura della sostenibilità per la salvaguardia del bene mare”.

Come sottolineato da Paolo Pelusi, oltre all’azione di recupero delle reti da pesca abbandonate, per la bonifica e la pulizia del mare, le azioni pilota del progetto, che coinvolgeranno anche i porti di Chioggia, Cattolica e Molfetta, “rivestono grande rilievo, perché consentono di avviare per la prima volta su scala multiregionale anche un processo di raccolta e valorizzazione delle reti che i pescatori dismettono e sostituiscono, perché non più utilizzabili: una soluzione doppiamente virtuosa quindi, che non solo permette lo smaltimento di questi rifiuti, ma anche una loro valorizzazione attraverso un nuovo utilizzo della materia prima”.

Fabrizio Calenti, Executive Director di Aquafil, partner italiano della Healthy Seas Initiative ha inoltre dichiarato: “A nome di Aquafil siamo orgogliosi di dare il nostro contributo per questa iniziativa che, anche a livello italiano, trasformerà le reti da pesca abbandonate in filo ECONYL®, materia prima utilizzata per ricreare prodotti nuovi come calze, costumi da bagno, biancheria intima e tappeti. Come azienda siamo impegnati da marzo 2013 nel progetto Healthy Seas, che ci ha permesso di prelevare e rimuovere in altri tre progetti pilota oltre 20 tonnellate di reti da pesca abbandonate e siamo molto felici che anche l’Adriatico italiano sia parte di questo”.
Soddisfazione è stata espressa da Simone Cecchettini, responsabile di Lega Pesca Marche “Il progetto non solo legittima la piena titolarità e l’interesse dei pescatori ad operare come guardiani del mare, ma dimostra anche le grandi potenzialità insite nella diversificazione dell’attività di impresa verso i servizi ambientali. Valorizzare la pesca come presidio ambientale di interesse pubblico collettivo è un obiettivo strategico su cui, a livello nazionale, il coordinamento pesca dell’Alleanza delle cooperative (AGCi Agrital, Lega Pesca/Legacoop e Federcoopesca/Confcooperative) sollecita da tempo l’avvio di un confronto con il ministero dell’Ambiente. Per una politica di difesa del mare con e non contro la pesca”.

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