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Quattro italiani su dieci vivono con la paura del maltempo, Coldiretti chiede maggiori investimenti per la prevenzione

Roma – Quattro italiani su dieci si sentono gravemente minacciati dalle frane e dalle alluvioni  sul territorio nazionale, dove si contano 6.633 comuni con parte del territorio a rischio per il dissesto idrogeologico per una superficie di 2.951.700 ettari (9,8 per cento del territorio nazionale). Questo il quadro che emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Cnr. Per la Coldiretti alla luce di queste cifre, investire nella prevenzione diventa sempre più urgente, specialmente se si condiserano gli eventi climatici sempre più violenti e frequenti, in un Paese dove – spiega la Coldiretti – più di cinque milioni di cittadini italiani  ogni giorno vivono o lavorano in aree considerate ad alto rischio idrogeologico. In Italia a causa delle frane e delle alluvioni fa il 1960 e il 2012, sono morte oltre 4mila persone.  Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Ambiente, negli ultimi 20anni per quasi 8,4 miliardi di euro dati dallo stato per le politiche di prevenzione, nello stesso periodo ne sono stati spesi 22, per riparare i danni causati da frane ed alluvioni. alluvione

Modello di sviluppo sbagliato – L’aver inserito il Piano irriguo nazionale in una delle quattro linee di intervento delle risorse del Fondo europeo di Sviluppo Rurale riconosce la necessità di intervenire prioritariamente nella stabilità idrogeologica del territorio nazionale anche perché gli studi evidenziano che le bombe d`acqua causano i danni più gravi nei pressi degli argini, dove purtroppo si continuano ad autorizzare costruzioni. A questa situazione di fragilità territoriale non è estraneo il fatto che l’Italia ha perso negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata per effetto della cementificazione e dell’abbandono che ha tagliato del 15 per cento le campagne colpite da un modello di sviluppo sbagliato che ha costretto a chiudere 1,2 milioni di aziende agricole nello stesso arco di tempo.  Ogni giorno – conclude Coldiretti – viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) che le zone esposte al pericolo di frane e alluvioni che riguardano ben il 9,8 per cento dell’intero territorio nazionale.

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