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#PizzaUnesco, da New York parte la World Petition di Pecoraro Scanio

NEW YORK – Parte da New York la petizione mondiale #pizzaUnesco, e precisamente da Rossopomodoro in Greenwich Avenue; a farsene promotore, ancora una volta Alfonso Pecoraro Scanio, presidente del Fondazione UniVerde, che alla presenza della Rappresentanza Permanente presso l’Onu, ha annunciato per i prossimi 2 e 3 settembre una staffetta mondiale di raccolta firme sulla petizione mondiale per iscrivere l’arte dei pizzaioli napoletani nella lista del patrimonio immateriale UNESCO. La raccolta firme avverrà in occasione del pizza Village a Napoli. Previsti collegamenti in diretta con Australia, Giappone, Brasile, Sudafrica, Islanda, Russia etc.

UNA CORDATA MONDIALE – “Le pizzerie di Rossopomodoro da Londra a Ryad, da San Paolo a Reykjavik – spiega Alfonso Pecoraro Scanio – si sono già attivate. Quelle di Salvatore Cuomo da Tokyo a Shangai, da Seul a Taipei hanno avviato la raccolta e perfino in Thailandia e in Australia si diffondono sostenitori. Proprio dal pizza Village del 2014 lanciai la petizione affinché la Commissione Italiana per L’UNESCO candidasse l’arte dei pizzaioli napoletani per l’iscrizione nella lista dei beni immateriali Patrimonio dell’umanità. Dopo 300.000 firme, e tante iniziative a Marzo, abbiamo vinto. Il prossimo pizzavillage servirà ad arrivare a un milione di firme attivando una campagna internazionale”.

CANDIDATURA ITALIANA – “Proprio da New York, sede dell’Onu – continua Pecoraro Scanio – nella giornata mondiale dell’ambiente ho incontrato il nostro ambasciatore alle Nazioni Unite, Sebastiano Cardi, per lan la mostra sui parchi italiani della Fondazione UniVerde che sarà inaugurata il 9 giugno nel Palazzo di vetro. La scelta di lanciare la petizione mondiale da New York, con il supporto della Rappresentanza italiana presso L’ONU, vuole sottolineare come questa sia da marzo la candidatura ufficiale del nostro Paese. Lavoreremo nei prossimi mesi per valorizzare il significato culturale di questo artigianato secolare di qualità che é napoletano, campano, meridionale e italiano”.

LA NUMERO UNO AL MONDO – “La pizza – conclude Pecoraro Scanio – è la pietanza più conosciuta e consumata al mondo, la parola Italiana più diffusa. Proprio questa grande globalizzazione rischia di fare perdere l’identità e la tradizione di questa arte. Inoltre, il riconoscimento UNESCO potrà avere anche un vantaggio economico per Napoli e l’Italia: divenire sempre più il luogo di formazione per chi vuole fare pizze a regola d’arte e la meta di quel turismo sostenibile che vuole scoprire i veri sapori e le vere tradizioni alimentari e culturali”.

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