pianura smart

Napoli- Pianura Smart – pratiche green per riqualificare la periferia

Stiamo per parlarvi di un progetto veramente figo: si chiama Pianura Smart ed è rigorosamente made in Naples.

Napoli è una delle città più grandi d’Italia, con un tessuto urbano molto complesso ed una periferia molto estesa e troppo spesso abbandonata, nel complesso si parla di circa 1 milione di abitanti, con tutte le necessità connesse ad una popolazione così grande.

Sebbene stiano cominciando a spuntare iniziative interessanti degne di una vera smart city e che, per inciso, riscuotono anche un bel successo, come il bike sharing, queste hanno luogo solamente nel centro della città; in quartieri come Soccavo, Pianura, Piscinola, Miano, Chiaiano, Secondigliano, Bagnoli, Fuorigrotta, San Giovanni, Barra, Ponticelli e Scampia, che costituiscono la periferia di Napoli, si respira aria di sfiducia, condita con i problemi di pulizia e di mobilità che caratterizzano ogni grande città.

Al fine di dare nuova vita a questi quartieri è nato il progetto Pianura Smart, che parte dalla riqualificazione dell’omonimo quartiere, attraverso progetti di sviluppo innovativi che mirano a creare un modello da estendere anche al resto della periferia partenopea. Pianura Smart nasce dal genio di due architetti napoletani, Rosa Massimino e Concetta Maisto, del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Federico II di Napoli, in collaborazione con il Prof. Francesco Domenico Moccia.

Il progetto si inserisce nel progetto Smart City in atto a Napoli e mira ad estendere alla periferia della città la messa in opera di strategie smart che promuovano mobilità sostenibile, cura per l’ambiente, sviluppo economico e turismo.

Centro del progetto è il quartiere di Pianura, che è stato analizzato, tenendo conto della storia, dell’urbanistica, e dell’ambiente, pregi e difetti inclusi. L’obiettivo primario del progetto è la riqualificazione della zona, partendo dalle strade, continuando con la realizzazione di piste ciclabili, di aree verdi, giardini pensili e di spazi dedicati a momenti di aggregazione, per migliorare la qualità della vita degli abitanti.

Il progetto punta anche all’inserimento di pratiche connesse alla sharing economy all’interno del quartiere, dall’auto alla bici, ma anche di impianti per la produzione di energia rinnovabile o per il riciclo dell’acqua piovana da riutilizzare per sostenere i giardini pensili e aree verdi inserite nel progetto, ma anche per la piscina bio (meraviglia). Colonna del progetto, oltre all’indiscutibile spirito green, che apprezziamo sempre, è la partecipazione della cittadinanza a cui viene garantito un accesso ai servizi semplice attraverso la tecnologia.

L’idea ci piace tantissimo e ci auguriamo che queste professioniste riescano a realizzare un modello che potrà sicuramente essere esportato. Se anche a voi è piaciuta l’idea, sappiate che l’architetto Massimino e l’architetto Maisto stanno partecipando all’Urban promo giovani award, quindi se vi va di sostenerle, potete votare il loro progetto cliccando qui.

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