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Oxfam – ‘Un clima da fame’

ROMA – Un nuovo rapporto di ricerca sottolinea: il cambiamento climatico può generare 25 milioni di bambini malnutriti in più e diminuire la produttività agricola del 2% a fronte di un aumento della domanda del 14% per decennio. Sufficiente il 5% del patrimonio delle 100 persone più ricche al mondo per l’adattamento climatico nei paesi poveri.
La lotta contro la fame torna indietro di decenni a causa dei cambiamenti climatici e l’attuale sistema alimentare è del tutto inadeguato ad affrontare la sfida. E’ l’allarme lanciato oggi da Oxfam mentre i governi di tutto il mondo sono riuniti in Giappone per discutere il nuovo rapporto dell’IPCC (Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici), da cui emerge che il riscaldamento globale avrà un impatto sulla disponibilità di cibo ben più grave del previsto.

oxfam-italia-coltiva-oxfam-3-610x425Il nuovo studio di ricerca di Oxfam, ‘Un clima che affama: come impedire che i cambiamenti climatici facciano deragliare la lotta alla fame’, dà i voti ai governi per la loro azione su 10 dimensioni chiave nella lotta alla fame e al cambiamento climatico. Oxfam rileva come, nell’ambito di ciascuna delle aree prese in esame, tutti i paesi sono impreparati ad affrontare l’impatto dei cambiamenti climatici e che esiste un grande divario tra ciò che i governi stanno facendo e ciò che dovrebbero fare per rendere sicuro il nostro sistema alimentare.
Solo alcuni paesi come il Ghana, il Vietnam e il Malawi sono in controtendenza in settori come la previdenza sociale, l’irrigazione e gli investimenti agricoli, e ciò li antepone in classifica ad altri come Nigeria, Laos e Niger in tema di sicurezza alimentare, nonostante i livelli di reddito e rischio climatico siano simili. “I cambiamenti climatici sono la più seria minaccia alla nostra sfida di vincere la lotta contro la fame – ha detto Elisa Bacciotti, Direttrice Campagne di Oxfam Italia – A essere a rischio è la disponibilità e la qualità del cibo di cui tutti abbiamo bisogno. Ma attualmente i governi del mondo non sembrano in grado di cambiare le loro politiche.” “La fame non è inevitabile” ha aggiunto Bacciotti. “Se i governi agissero sui cambiamenti climatici, si potrebbe sradicare la fame nel prossimo decennio e garantire cibo ai nostri figli e nipoti per la seconda metà del secolo. Per finanziare l’adattamento climatico, per esempio, non servono grandissime risorse,ai paesi più poveri servono circa 100 miliardi di dollari all’anno – che è appena il 5% del patrimonio delle 100 persone più ricche del mondo.”

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