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Orrore nella baia di Taiji, ripreso il massacro dei delfini

Tokyo – Ancora in scena nei mari giapponesi l’orrore. Dopo il massacro delle balene tocca ora ai  mammiferi più amati che solcano i nostri oceani, i delfini. Catturati dai pescatori giapponesi nella baia di Taiji vengono venduti o uccisi, nel primo caso finiscono nei delfinari nel secondo sul banco delle macellerie. Secondo l’organizzazione Sea Shepherd, negli ultimi mesi sono stati già uccisi 200 delfini.

mattanza_delfini_giapponeSea Shepherd – Dal sito ufficiale dell’organizzazione leggiamo che ‘la strage annuale di delfini a Taiji era praticamente sconosciuta fino a quando il film e le fotografie che Sea Shepherd ha pubblicato nell’ottobre del 2003 hanno fatto il giro del mondo. Questo è stato seguito dall’arresto degli attivisti di Sea Shepherd, Allison Lance e Alex Cornelissen per aver tagliato le reti e rilasciando 15 delfini. Sono stati trattenuti in carcere per quattro settimane prima di essere rilasciati. Successivamente, i pescatori hanno eretto teli e sbarramenti per nascondere alle telecamere il loro sanguinario massacro. Ric O’Barry era uno dei membri di quel gruppo presente nel 2003. Ric è tornato nel 2004 e in tutti gli anni a seguire per fare tutto ciò che poteva per impedire il massacro. Louis Psihoyos ha collaborato con Ric O’Barry per trovare un modo per superare le barriere che celano la baia, e il risultato è stata la realizzazione di “The Cove”, il film premio Oscar che ha messo in imbarazzo la società giapponese davanti a tutto il mondo…. Continueremo con le campagne di pressione sul Giappone per porre fine a questo insensato massacro di delfini. La nostra opposizione è testarda e fiera, può richiedere anche anni di perseveranza, ma alla fine la determinazione la spunterà per salvare i delfini di  Taiji’.

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