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Olio di Palma: una svolta per una soluzione possibile?

La European Palm Oil Conference (EPOC 2015) svoltasi a Milano ha segnato un punto di svolta nel dibattito sull’olio di palma in Italia. Importanti imprese e ONG sono intervenute al convegno raggiungendo un ampio consenso sul ruolo dell’olio di palma certificato sostenibile nell’industria alimentare italiana, per ragioni sia di sostenibilità che nutrizionali. EPOC ha anche accolto con favore il lancio dell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile, che ha già cominciato a lavorare con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza dei benefici e vantaggi dell’olio di palma certificato sostenibile per l’industria del food.
Organizzato da European Palm Oil Alliance (EPOA), una piattaforma creata per riequilibrare il dibattito sull’olio di palma in Europa, EPOC 2015 è stato supportato anche dai suoi partner Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO), Indonesia Estate Crop Fund for Palm Oil, e IDH, Iniziativa per il Commercio Sostenibile ed è stato co-presentato dall’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile.
Direttamente collegato al tema di Expo 2015, ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’, EPOC 2015 ha dimostrato che per risolvere i problemi di sostenibilità su scala mondiale e supportare la crescente domanda mondiale di oli e grassi alimentari, l’unico olio per sostituire quello di palma è l’olio di palma certificato sostenibile (CSPO).
Il dibattito ha dimostrato l’importanza del ruolo ricoperto dall’olio di palma certificato sostenibile per creare soluzioni idonee a nutrire il pianeta in futuro. Il confronto ha anche rimarcato l’importanza della trasparenza nell’industria del food ed il bisogno di informazioni fattuali e basate sulla ricerca scientifica per ispirare il dibattito sull’olio di palma. Gli esperti della supply chain dell’olio di palma hanno condiviso le loro opinioni ed hanno riferito in merito agli ultimi approfondimenti scientifici e di mercato, così come gli sviluppi più recenti relativi alla produzione.
Frans Claassen, Presidente di EPOA, ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di lavorare insieme lungo tutta la supply chain per assicurare una corretta diffusione di informazioni basate sui fatti, in modo che il consumatore possa compiere delle scelte nutrizionali informate per migliorare la propria dieta. L’industria dell’olio di palma si prende la responsabilità di diffondere informazioni basate sui fatti e di ampliare il proprio impegno in Europa a favore dell’olio di palma certificato al 100%. EPOC 2015 è stato voluto proprio per sottolineare questo impegno e per creare un’occasione per coloro che lavorano nell’industria dell’olio di palma per discutere e trovare nuovi modi per supportarsi a vicenda attraverso un numero crescente di iniziative in Europa.”
Mario Piccialuti, Direttore di AIDEPI, ha commentato: “AIDEPI lavora da sempre per promuovere una ‘cultura della sostenibilità’ lungo tutta la filiera alimentare. In questo senso, AIDEPI ha sempre guardato favorevolmente al progetto della creazione di una Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile.”
Durante la sessione plenaria, Gerrit van Duijn, Presidente di Euro Fed Lipid, ha spiegato l’alto rendimento, le proprietà versatili ed il ruolo importante che l’olio di palma riveste nel nutrire il pianeta.
Laurent Cremona, Direttore Generale di Ferrero Group, ha esposto le differenze di atteggiamento del consumatore nei diversi Paesi Europei ed il disallienamento tra i fatti e la percezione del consumatore. Giorgio Donegani, Presidente della Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare, ha sottolineato l’importanza dell’educazione nel miglioramento della consapevolezza del consumatore.
Daan van der Wekken, Senior Manager Retail and Trade di IDH, ha parlato del lavoro che IDH e MVO stanno svolgendo insieme per favorire la corretta percezione dell’olio di palma certificato sostenibile, in stretta collaborazione con le industrie nazionali, le associazioni europee e RSPO. Van der Wekken ha anche indicato che, a fine anno, è prevista la firma di un impegno a favore dell’olio di palma certificato 100% sostenibile in Europa da parte delle organizzazioni nazionali ed europee del settore coinvolte nella supply chain dell’olio di palma. Tale impegno sarà sostenuto dal Consumer Goods Forum e da un ampio gruppo di ONG operanti a livello globale.
Nella sessione sulla sostenibilità, Stefano Savi, Direttore Global Outreach and Engagement di RSPO, ha parlato degli ultimi sviluppi in materia di sostenibilità, dichiarando: “L’Italia è un mercato chiave per RSPO e per questo accogliamo con favore la nascita dell’ Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile. Essere a Milano appena prima della chiusura di Expo 2015 è un’ottima opportunità per mostrare come l’olio di palma certificato sostenibile sia la migliore soluzione per nutrire e difendere il pianeta. Queste due priorità devono andare di pari passo. Le negoziazioni ONU COP21 sul cambiamento climatico che si svolgeranno il mese prossimo verteranno anche sull’uso sostenibile dei terreni in agricoltura e RSPO in questo campo riveste un ruolo di primaria importanza.”
Marc Jansen, Direttore della Dutch Food Retail Association, ha sottolineato il ruolo chiave che i retailer, protagonisti nella fase conclusiva della supply chain, rivestono nel trasmettere la corretta percezione dell’olio di palma sostenibile. Judith Murdoch, Direttore di Murdoch Associates Ltd, ha invece illustrato i fattori principali che hanno consentito che il 100% dell’olio di palma sul mercato UK fosse certificato sostenibile.
Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità di WWF Italia, ha ribadito che, in un mondo alle prese con gravi deforestazioni in aree tropicali, per risolvere i problemi legati alla sostenibilità globale, l’unico olio che può sostituire l’olio di palma è l’olio di palma sostenibile.
Bayu Krisnamurthi, Direttore Esecutivo di Indonesia Estate Crop Fund for palm oil, ha sottolineato gli sforzi dell’Indonesia a favore della sostenibilità: “La sostenibilità è di primaria importanza per l’Indonesia. Tale sforzo può essere desunto dall’impegno nella raccolta fondi per incoraggiare la diffusione e la corretta comprensione dell’olio di palma sostenibile proveniente dall’Indonesia, nel mantenere la promessa di sostenibilità portata avanti proteggendo e favorendo i piccoli produttori ed incoraggiando lo sviluppo rurale in un’ottica di riduzione della povertà.”
La sessione sulla nutrizione ha visto protagonisti gli esperti in nutrizione. Carlo La Vecchia, professore di Statistica Medica ed Epidemiologia all’Università di Milano, ha spiegato gli effetti contraddittori del consumo di olio di palma sui marcatori lipidici del sangue nelle malattie cardiovascolari. Il Dott. Kalyana Sundram, Vicepresidente del Malaysian Palm Oil Council, ha presentato i dati di un recente studio in Malesia che hanno evidenziato come l’impatto del consumo di olio di palma sul rischio di malattie cardiovascolari sia nullo. Il Prof. Sri Raharjo, Direttore della Facoltà di Agrotecnologia alla Gadjah Mada University in Indonesia, ha spiegato il ruolo importante ricoperto dall’olio di palma nel sostituire i grassi trans (TFA) nei prodotti alimentari.
I risultati di uno studio sull’alimentazione in Francia, presentati da Gabriel Tavoularis, Deputy Director Consumption di Crédoc France, hanno dimostrato che il consumo dell’olio di palma in Francia è limitato a 2.7 grammi al giorno, ovvero il 4% di SAFA (30,5gr/giorno) e lo 0,7% dell’assunzione totale di energia. Tale quantità è da considerarsi molto bassa se comparata alla quantità di grassi saturi raccomandata dalla maggior parte degli organi internazionali (5-12% dell’energia). Infine, Laure d’Astorg, Segretario Generale della French Alliance on Sustainable Palm Oil, ha sottolineato come l’aumento di prodotti che riportano sulla confezione l’etichetta ‘Palm Oil Free’ ha indotto quasi la metà dei consumatori francesi alla percezione negativa dell’olio di palma sulla salute. D’Astorg ha anche raccontato gli enormi sforzi per diffondere informazioni basate sui fatti, per educare i consumatori e riequilibrare il dibattito sull’olio di palma in Francia.

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