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Necessario ridurre le emissioni di CO2, il monito dello Ipcc

ROMA – E’ un vero e proprio monito, l’ennesimo, quello contenuto nella seconda parte del Quinto rapporto di valutazione (Ar5)  messo a punto dagli scienziati dell’Intergovernmental panel on climate change, Ipcc, che studiano i cambiamenti climatici su mandato delle Nazioni Unite. Secondo gli studiosi necessario passare al più presto e senza mezzi termini ad un’economia a basse emissioni di carbonio.  Secondo i dati raccolti le emissioni sono purtroppo in aumento e, se non si agisce subito, gli effetti saranno peggiori, con un aumento dei costi.

inquinamentoIl rapporto – Al momento a disposizione solo anticipazioni del documento, la cui pubblicazione ufficiale è attesa per la primavera. Tra i punti messi in evidenza, l’Ipcc affermerebbe che ‘ritardare le azioni di contrasto al riscaldamento globale farà aumentare i costi e, allo stesso tempo, porterà ad una riduzione delle opzioni’ per scongiurare gli impatti peggiori dei cambiamenti climatici. Le emissioni di CO2 e di altri gas serra, nonostante gli sforzi internazionali, aumentano ‘in media del 2,2% all’anno tra il 2000 e il 2010, rispetto all’1,3% l’anno dal 1970-2000’. I fattori principali che hanno contribuito a far degenerare la situazione, in particolare,  la ‘crescita economica’ e ‘l’aumento costante della popolazione mondiale’.

Le previsioni – Il maggior contributo alle emissioni globali è derivato dalla ‘combustione di petrolio e carbone’ e, secondo alcune proiezioni ‘le emissioni del settore potrebbero raddoppiare o triplicare entro il 2050 rispetto al livello del 2010’. Per rimanere al di sotto dei due gradi di un aumento della temperatura media globale, nell’anticipazione in circolazione del rapporto si afferma, infine, che sarebbe necessario ridurre entro il 2050 le emissioni di gas serra del 40%-70% rispetto ai livelli del 2010. Per farlo necessario un cambio di rotta puntando cioè su ‘nuovi modelli di investimento e su un’economia a basse emissioni di carbonio’.

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