balena blu

L’alimentazione selettiva delle balene blu

Proteggere le specie in via di estinzione è uno dei temi fondamentali di un momento, come questo, in cui la Terra ed i suoi abitanti sono minacciati dall’opera sconsiderata dell’uomo.

Lo studio che vi proponiamo sulle balene blu, realizzato dai ricercatori della NOOA Fisheries, dell’Oregon State University e della Stanford University, pubblicato questa settimana su Science, può rappresentare un elemento prezioso che ci aiuti nella comprensione dei meccanismi alimentari di specie in pericolo di estinzione, come i grossi mammiferi marini, e di conseguenza nella loro salvaguardia.

Lo studio si concentra nella comprensione dei comportamenti alimentari delle balene blu, una delle specie più grandi mai vissute sulla Terra. Ciò che stupisce di questi animali è come riescano a conservare la propria massa pur nutrendosi quasi esclusivamente di minuscoli crostacei, i krill. La ricerca ha rivelato che le balene blu hanno adottato comportamenti alimentari, per così dire, conservativi, che gli consentono di ottimizzare il dispendio di ossigeno e di energia.

“Per le balene blu, focus della ricerca,ci siamo concentrati sui meccanismi di alimentazione e di gestione efficiente dell’energia per la massa del proprio corpo” ha detto Elliott Hazen, il principale autore della ricerca. “Ora sappiamo che l’ottimizzazione del loro comportamento alimentare è una specializzazione che massimizza l’energia fornita dal cibo a disposizione.”

Le balene adulte possono raggiungere la lunghezza di un campo da basket e pesare più o meno quanto 25 elefanti messi assieme, e nonostante ciò, conducono una vita sul “filo del rasoio” dal punto di vista energico. Si nutrono attraverso inghiottendo quantità di acqua pari al loro peso, all’interno della quale ci sono i krill di cui si nutrono, poi filtrano quest’acqua.

Alimentarsi comporta un’enorme spesa energetica che spesso è difficile da recuperare attraverso il nutrimento. Nel loro studio, i ricercatori hanno confrontato il foraggiamento di 14 esemplari di balene blu con quello di 41 esemplari che vivono al largo della California, individuati in precedenza.  I dati rilevati sono stati combinati con indagini acustiche che hanno misurato la densità delle loro prede.

I ricercatori hanno scoperto che quando il krill sono sparsi, le balene blu si alimentano più raramente per conservare ossigeno ed energia per le immersioni future. Quando la densità krill aumenta, si alimentano più spesso, impegnandosi maggiormente per ciascuna immersione, in modo da ottenere più cibo e la quantità di energia maggiore possibile.

“Le balene blu non vivono in un mondo di eccessi e le decisioni che questi animali prendono sono fondamentali per la loro sopravvivenza”, ha dichiarato Ari Friedlaender, un ricercatore del Marine Mammal Institute presso Hatfield Marine Science Center della Oregon State University e co-autore lo studio. “Se infili la mano in un sacchetto piena di salatini, è molto probabile prenderne di più che se si mette la mano in un sacchetto con solo un paio di salatini.”

Le balene quindi si concentrano maggiormente in immersioni in cui sanno di trovare più nutrimento e, probabilmente, questo modello di alimentazione ci aiuterà a comprendere anche quello di altri mammiferi di grosse dimensioni, permettendoci di proteggere queste specie con maggiore consapevolezza.

“L’alimentazione a immersione è una forma di ‘ram-feeding’ (alimentazione ad ariete, quindi randomica) che comporta grandi velocità e la fagocitazione di grandi volumi di acqua carica di prede, che vengono successivamente filtrate”, ha osservato Goldbogen. “Ma ora sappiamo che le balene non si immergono indiscriminatamente. Hanno una strategia mirata che si focalizza sull’acquisizione di maggiore energia attraverso uno sforzo selettivo”

Nel loro studio, i ricercatori hanno trovato una soglia di densità del krill in acqua, entro la quale che le balene blu decidono di nutrirsi. “Ci devono essere circa 100/200 esemplari di krill per metro cubo di acqua”, ha detto Hazen. “Al di sotto di questa soglia, le balene blu non si alimentano e utilizzano una strategia per conservare ossigeno ed energia. Al di sopra di questo livello, profonderanno grosse energie per alimentarsi il più possibile.”

“Se gli animali vengono disturbati durante le immersioni individuate come positive, avremo nel giro di pochi mesi grosse ripercussioni sulla sopravvivenza della stessa “, ha detto Friedlaender “Ci possono essere impatti sulla loro salute, oltre che sulla loro idoneità al la riproduzione.”

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