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La Gran Bretagna sperimenta il succo dei pomodori viola geneticamente modificati. Coldiretti: “Maggioranza italiani contrari agli Ogm”

Londra – La Gran Bretagna, aspetta duemila litri di succo di pomodoro viola ottenuto da coltivazioni geneticamente modificate in Canada, per verificarne le proprietà salutistiche. Le prime sperimentazioni sul prodotto sono state fatte in Inghilterra ma poi è stato chiesto ad una azienda situata in Ontario nel Canada, di sviluppare la produzione a causa dei limiti alla coltivazione di Ogm presenti in Europa. Secondo i ricercatori il pomodoro viola ha più elevati livelli di antociani (molto presenti in more e mirtilli) che hanno effetti benefici sulla salute per combattere le infiammazioni ed i tumori. Inoltre i pomodori viola Ogm si conservano più a lungo ed hanno dunque una maggiore durata commerciale. Il pomodoro viola Ogm ha contenuti di antociani venti volte superiori a quelli dello stesso colore ottenuti tradizionalmente dai quali si differenzia perché questi ultimi hanno una concentrazione di antociani soprattutto nella buccia che si toglie nei processi di lavorazione industriale. La ricerca per ottenere il pomodoro viola è costata 900mila sterline ed il nuovo prodotto dovrebbe arrivare sul mercato entro due anni negli Stati Uniti mentre tempi più lunghi si prospettano in Europa dove è crescente l’opposizione agli alimenti geneticamente modificati.purple_tomato

Italiani contrari – Secondo uno studio della Coldiretti, ben sette italiani su dieci, non credono alle qualità nutritive dei prodotti Ogm, ritendendoli alimenti meno sicuri di quelli tradizionali. Nonostante il rincorrersi di notizie miracolistiche sugli effetti benefici delle nuove modificazioni genetiche effettuate su animali e vegetali in laboratorio (dal supersalmone ad accrescimento rapido al riso ipervitaminico, dalle patate fritte superesistenti ai parassiti, dal latte materno da mucche transgeniche alla mela che che non annerisce e mantiene l’aspetto sempre fresco) rimane elevato – sostiene la Coldiretti – il livello di scetticismo dei cittadini. La realtà – conclude la Coldiretti – è infatti che sostanzialmente gli Ogm in commercio riguardano pochissimi prodotti (mais, soia e cotone) e sono diffusi nell’interesse di poche multinazionali senza benefici riscontrabili dai cittadini.

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