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La forza degli oceani per produrre energia. La nuova frontiera energetica europea

Bruxelles – Sfruttare la forza degli oceani per produrre energia pulita. È questa la nuova frontiera che l’Europa vuole raggiungere entro il 2030. Un progetto ambizioso ma non impossibile, tanto che il commissario Ue all’energia Guenther Oettinger ha lanciato oggi un vero e proprio piano d’azione. Un settore, quello dello sfruttamento dell’energia del mare, ancora acerbo ma appetibile perché, secondo le prime proiezioni, in grado si soddisfare il 78% del consumo energetico europeo. Da non sottovalutare anche la ricaduta occupazionale conseguente, circa 40mila nuovi posti di lavoro entro il 2035.

Il piano – Tra i primi passi per il raggiungimento dell’obiettivo la nascita di Forum che coinvolgerà tutti i diversi attori, dalle autoritàenergia_marina all’industria alle organizzazioni ambientali. Suo il compito di redigere una roadmap con cifre per aiutare lo sviluppo del settore, che include tutte le tecnologie per la raccolta delle energie rinnovabili provenienti dai mari e dagli oceani (maree, moto ondoso, temperatura dell’acqua, salinità), ad eccezione dell’energia eolica offshore. ‘L’energia oceanica possiede un potenziale considerevole per aumentare la sicurezza di approvvigionamento’ dell’Europa, ha dichiarato il commissario Ue all’energia Guenther Oettinger, spiegando che l’obiettivo della comunicazione odierna è ‘promuovere l’innovazione tecnologica e a conseguire e andare oltre gli obiettivi della strategia Europa 2020’, contribuendo allo ‘sviluppo e all’integrazione nel sistema energetico europeo di ”un’ampia gamma di fonti di energie rinnovabili, fra cui l’energia oceanica. L’obiettivo del Forum è di individuare, ha spiegato la commissaria alla pesca Maria Damanaki, le modalità per superare le difficoltà che il settore incontra oggi, ovvero i costi, l’accesso ai finanziamenti, le barriere amministrative e i problemi ambientali.

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