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La Camera licenzia il decreto ‘Terra dei Fuochi’. Provvedimento migliorato

Roma – Via libera della Camera al disegno di legge di conversione del decreto sulla Terra dei Fuochi e sull’Ilva di Taranto. Ora il provvedimento, con le modifiche apportate durante l’iter a Montecitorio, approderà in Senato per la conversione definitiva entro l’8 febbraio. A Palazzo Madama è stato già fissato il termine per la presentazione degli emendamenti al 3 febbraio. Per la Terra dei Fuochi il punto nodale è la bonifica dell’area compresa tra le province di Napoli e Caserta, interessata dal fenomeno dei roghi di rifiuti tossici, con l’istituzione di un comitato interministeriale per ‘determinare gli indirizzi per l’individuazione o il potenziamento di azioni e interventi di prevenzione del danno ambientale e dell’illecito ambientale, monitoraggio, anche di radiazioni nucleari, tutela e bonifica nei terreni della regione Campania’, presieduto dal Presidente del Consiglio e dai ministri a cui partecipa anche il governatore della regione Campania.

inquinamento_terra_dei_fuochiAd esso si accompagna la creazione di una commissione di cui è membro anche l’incaricato del governo per il contrasto del fenomeno dei roghi di rifiuti per coordinare un programma straordinario e urgente di interventi finalizzati alla tutela della salute, alla sicurezza, alla bonifica dei siti nonché alla rivitalizzazione economica dei territori. Il programma può essere realizzato anche attraverso la stipula di contratti istituzionali di sviluppo o attraverso la nomina di un commissario straordinario. Prevista anche la partecipazione delle associazioni dell’area alle decisioni che verranno di volta in volta prese attraverso consigli consultivi. Le indagini tecniche e la mappatura del territorio sono affidate all’intervento del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, l’Ispra, l’Iss e l’Arpa Campania.

Nel corso dell’esame in Assemblea, è stata riformulata la disposizione inserita dalla Commissione di merito, che prevedeva la destinazione delle somme di denaro o delle risorse oggetto di confisca agli interventi di bonifica della regione Campania (comma 5-bis). In conseguenza di tale modifica, si specifica che una quota del Fondo unico giustizia, che concorre alla realizzazione di interventi prioritari di messa in sicurezza e bonifica della regione Campania, è determinata annualmente in funzione delle somme di denaro e dei proventi derivanti dalla vendita di beni mobili e dalle attività finanziarie confiscati a seguito dell’emanazione di sentenze definitive o dell’applicazione di misure di prevenzione nell’ambito di procedimenti penali a carico della criminalità organizzata per la repressione di talune fattispecie di reato (traffico illecito di rifiuti) commesse nel territorio della regione Campania.

Nel corso dell’esame in Commissione, invece, è stata inserita una norma (art. 2-bis), ulteriormente modifica nel corso dell’esame in Assemblea, che individua nel Prefetto di Napoli l’organo di coordinamento delle attività volte ad evitare le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’esecuzione dei contratti pubblici e nell’erogazione di provvidenze connesse all’attività di monitoraggio e bonifica delle aree inquinate della regione Campania. La norma prevede inoltre l’istituzione di una sezione specializzata del Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere e del Gruppo interforze per il monitoraggio e le bonifiche delle aree inquinate. Si stabilisce, inoltre, che i controlli antimafia sui contratti pubblici sono effettuati con l’osservanza delle linee guida indicate dal Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere, anche in deroga a quanto previsto dal codice antimafia.

Il caso Taranto – Per l’Ilva, il decreto affronta sia il risanamento ambientale che le misure per la protezione della popolazione diilva-di-taranto Taranto e Statte esposta alle emissioni dell’impianto siderurgico. Per il risanamento, il decreto autorizza il commissario Enrico Bondi, ad aumentare il capitale della società chiedendo alla proprietà dei Riva di intervenire e non escludendo l’apporto di altri investitori, oppure l’uso dei soldi sequestrati ai Riva per reati valutari e fiscali qualora gli industriali dell’acciaio non sottoscrivessero l’aumento di capitale. In caso, inoltre, ‘di proscioglimento’ da tali reati, le somme ‘per la parte in cui sono impiegate per l’attuazione dell’autorizzazione integrata ambientale e delle altre misure previste nel piano delle misure’ e ‘salvo conguaglio per la parte eccedente, non sono comunque ripetibili’. Novità è che ‘tutti gli interventi e le operazioni previste devono essere documentate e facilmente rintracciabili nel sito istituzionale del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare’.

L’articolo 6, poi, reca disposizioni concernenti i commissari straordinari per il dissesto idrogeologico volte, per un verso, a introdurre un termine per l’acquisizione dei pareri sulla richiesta di nomina dei medesimi commissari e, per l’altro, e a consentire la nomina a commissari anche dei presidenti o degli assessori all’ambiente delle regioni interessate. Ulteriori disposizioni introdotte nel corso dell’esame in sede referente riguardano, tra l’altro, l’utilizzo delle risorse finanziarie e la disciplina delle competenze per la realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico con riguardo alle amministrazioni competenti in via ordinaria, al fine di ridurre la durata delle gestioni commissariali e agevolare il trasferimento delle funzioni esercitate dai commissari e delle risorse da essi gestite alle medesime amministrazioni (comma 1-bis). A decorrere dal 1° gennaio 2015, i presidenti delle regioni, infatti, subentrano ai commissari straordinari anche nella titolarità di contabilità speciali al fine di rifinalizzarli alla prosecuzione degli interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico. Si prevede, inoltre, che le spese effettuate dalle regioni a valere sulle risorse delle contabilità speciali loro trasferite per fronteggiare il dissesto idrogeologico siano escluse dal patto di stabilità interno (comma 1-ter).

La salute dei cittadini – Per entrambe le aree il provvedimento fissa, inoltre, l’obbligo di screening sanitari sulla popolazione esposta al rischio per il quale vengono stanziati 50 milioni tra il 2014 e il 2015 aggiuntivi rispetto alle risorse ordinarie delle Regioni Campania e Puglia. Tra le altre innovazioni introdotte dal passaggio in commissione, spicca la necessità di integrare le ricerche sulle contaminazioni con i dati dello studio ‘Sentieri’ per entrambe le regioni e per la Campania di realizzare un’analisi sulle prospettive di vendita dei prodotti agroalimentari delle aree individuate come prioritarie. Inoltre è consentito alla regione Campania, anche attraverso la stipula di contratti istituzionali di sviluppo, di approvare un ‘organico programma d’incentivazione per l’utilizzo di colture no food’. Tra le altre norme introdotte vi è, infine, il reato di combustione illecita di rifiuti e l’utilizzo del personale delle forze armate che prevede per i roghi illeciti la reclusione da 2 a 5 anni, specifiche ipotesi aggravate, la confisca dei mezzi usati per il trasporto dei rifiuti da bruciare nonché la confisca delle aree dove è commesso il reato. Nel corso dell’esame in Commissione, l’articolo 3 è stato modificato prevedendo l’obbligo del ripristino dello stato dei luoghi o del pagamento delle spese relative alla bonifica da parte del responsabile del reato, nonché l’aumento della pena in determinate fattispecie. (fonte Agenzia Stampa IlVelino)

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