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Incentivi per le rinnovabili diverse dal fotovoltaico, parere favorevole della Conferenza unificata, manca solo l’ok di Bruxelles

Luce verde della Conferenza unificata Stato-Regioni al decreto con i nuovi schemi d’incentivo per le rinnovabili diverse dal fotovoltaico
Dopo una prima bozza, criticata dalle associazioni del settore, il Mise ha messo a punto un secondo testo, inviato per parere ai Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole. Una terza versione è stata a pubblicata a fine settembre sul sito del dicastero e trasmessa all’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico e alla Conferenza unificata per acquisire i relativi pareri.

Dopo l’Autorità, che si è espressa sul decreto nel mese di ottobre, arriva finalmente il parere favorevole della Conferenza unificata.

“Previsti per il biennio 2015-2016 circa 400 milioni di euro di incentivi all’anno per la produzione di energia rinnovabile nei settori idroelettrico, geotermico, solare termodinamico, eolico e delle biomasse”, dichiara il sottosegretario del Ministero dello Sviluppo economico Simona Vicari a margine della riunione Stato-Regioni. “Ci metteremo subito al lavoro per disciplinare i meccanismi incentivanti relativi agli investimenti da effettuare dal 2017 in linea con le indicazioni dell’Ue, che prevedono che almeno il 27% della produzione d’energia sia derivante da fonti rinnovabili”, conclude Vicari.
Cosa prevede il decreto

Sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili attraverso la definizione di incentivi e modalità di accesso semplici, che promuovano l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità degli oneri di incentivazione nell’ambito degli obiettivi della Strategia energetica nazionale, nonché il graduale adattamento alle linee guida in materia di aiuti di Stato per l’energia e l’ambiente. Questi gli obiettivi del decreto per gli incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico.

Nel testo inviato alla Conferenza unificata non sembrano esserci modifiche sostanziali rispetto a quelle introdotte nell’ultima bozza.

Resta il tetto di 5,8 miliardi di euro stabilito nel decreto del 2012, ma vengono aggiornate le modalità di calcolo.

Manca solo l’ok di Bruxelles

Ottenuto il parere della Conferenza unificata, per il varo definitivo e la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale manca solo il via libera della Commissione europea.

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