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Il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha inaugurato la prima conferenza nazionale ‘La natura dell’Italia. Biodiversità e aree protette: la green economy per il rilancio del Paese’

green-economy-emiliaROMA – Andrea Orlando, Ministro dell’Ambiente, è intervenuto durante la  durante la prima conferenza nazionale “La natura dell’Italia. Biodiversità e aree protette: la green economy per il rilancio del Paese”, realizzata presso l’Università La Sapienza a Roma. Il Ministro nel suo discorso di apertura ha parlato del grande patrimonio che rappresentano per l’Italia le aree protette, che a suo dire sono “laboratori privilegiati di applicazione della green economy e di sviluppo di green jobs”. Ma purtroppo, ha continuato Orlando, “a volte, ho come l’impressione che il nostro Paese non abbia consapevolezza di cosa già oggi rappresenti l’economia verde: i green jobs sono più di 3 milioni, con oltre 50.000 assunzioni ascrivibili a questa categoria nel solo 2013.”

TURISMO E AGRICOLTURA – Bisogna guardare al turismo ed all’agricoltura, secondo il Ministro, come nuovi modelli dello sviluppo sostenibile. Infatti questi settori “hanno svolto un ruolo essenziale nella conservazione della biodiversità rurale e di una serie di modalità tradizionali di allevamento e coltivazione”. Questo “consente ancora oggi l’esistenza di un elevato numero di prodotti agro-alimentari tipici e genuini, la cui diffusione costituisce un ulteriore, importante valore economico e vi è una divaricazione enorme di destini e opportunità tra le zone interne il cui territorio ricade in qualche area protetta, e le altre che scivolano in una spirale economica e demografica negativa, soprattutto nel nostro Sud.”

GOVERNO E GREEN ECONOMY – E’ necessario guardare quindi la green economy per quello è veramente, ovvero “una realtà in forte crescita, che necessita di supporto e incentivi per continuare a rivestire un ruolo propulsivo nell’affermazione di un modello sostenibile di sviluppo.” Per raggiungere standard elevati però “servono precise e articolate politiche governative, che mettano a frutto anche le opportunità derivate dal nuovo ciclo dei finanziamenti europei 2014-2020.”

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