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Il Governo chiede alla Corte Costituzionale di verificare la regolarità del Piano paesaggistico sardo, soddisfazione degli ambientalisti

Cagliari – “L’impugnazione del nuovo Piano Paesaggistico è l’ennesimo atto arrogante del Governo centrale verso la Sardegna.  La casta degli ambientalisti con la villa in riva al mare e i nostalgici delle norme che si applicavano ai nemici e si interpretavano per gli amici è destinata a vedere schiantare le sue menzogne ideologiche contro la verità degli atti”, con queste dure parole, pochi giorni fa, il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappelacci aveva commentato la decisione del Governo di chiedere l’intervento della Corte Costituzionale sul nuovo Pps. A rispondere a Cappellacci è intervenuta Ilaria Borletti Buitoni,sottosegretario ai Beni culturali, che intervistata da La Nuova Sardegna, chierisce che: “Non è arrogante il governo ma Cappellacci. Il governo non intende danneggiare l’economia sarda, al contrario agisce proprio per salvaguardare un patrimonio collettivo”.

Ugo Cappellacci

Ugo Cappellacci

Gli Ambientalisti – “Bene ha fatto il Governo a chiedere l’intervento della Corte Costituzionale per verificare la legittimità della revisione unilaterale della Giunta della Regione Sardegna del Piano paesistico dell’isola”. Questo il commento di FAI e WWF Italia dopo la decisione da parte del Governo, su impulso del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – MiBACT, di rimettere la questione alla Consulta.Lo scorso ottobre, infatti, la Giunta Cappellacci non solo ha repentinamente e inspiegabilmente bloccato un iter avviato con il MiBACT, ma ha anche palesemente violato le disposizioni del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio che impongono la pianificazione congiunta tra lo Stato e le Regioni. Per questo FAI e WWF auspicano vivamente che la Corte costituzionale accolga il conflitto di attribuzione sollevato dallo Stato nei confronti della Regione Sardegna e si possa così tornare alla pianificazione congiunta che costituisce la strada maestra per una corretta gestione del Paesaggio che, in quanto bene di tutti, non può essere minacciato per soddisfare esigenze elettorali. Su un’analoga violazione del principio di pianificazione congiunta Stato-Regioni si è già espressa la stessa Consulta nella sentenza n. 308 del dicembre 2013, dichiarando l’incostituzionalità di un’altra norma sarda in materia di Paesaggio (n. 20/2012).

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