Tibet's exiled spiritual leader the Dalai Lama greets the audience as he arrives at a talk titled "Beyond Religion: Ethics, Values and Wellbeing" in Boston, Massachusetts October 14, 2012. REUTERS/Jessica Rinaldi (UNITED STATES - Tags: RELIGION SOCIETY) - RTR3956W

I leader Buddisti uniti nella lotta al cambiamento climatico

COP21 è l’ultima opportunità che abbiamo per salvare il pianeta dalle conseguenze delle nostre azioni. In questi mesi tantissimi personaggi noti dei mondi più disparati, dal Papa a Di Caprio, si sono espressi per sensibilizzare il mondo circa l’importanza del buon esito del vertice sul clima.

Gli ultimi a parlare pubblicamente di cambiamento climatico, con l’obiettivo di influenzare leader politici e popoli sono i buddisti. I leader della dottrina hanno un’autorità morale incredibile, su un numero incredibile di persone, circa 1 miliardo e mezzo in tutto il mondo.

In effetti non sono nuovi quanto ad interventi nel mondo della politica, ma si stanno battendo contro il cambiamento climatico come mai prima d’ora per una questione globale e per garantire maggiore voce in capitolo ai paesi in via di sviluppo.

Le 15 figure principali del mondo buddista tra cui il Dalai Lama, hanno firmato una dichiarazione per spingere i leader politici di tutto il mondo ad eliminare completamente i combustibili fossili e ad impegnarsi a contenere il cambiamento climatico entro 1.5°C nel prossimo futuro.

La dichiarazione dei leader di oltre un miliardo di buddisti in tutto il mondo è molto chiara quanto alle responsabilità dell’uomo: siamo noi ad aver causato la “crisi ambientale” che abbiamo di fronte. Noi e l’uso smodato di combustibili fossili, di modelli di consumo insostenibili, noi e la totale mancanza di consapevolezza e di preoccupazione per le conseguenze delle nostre azioni.

Gli anziani buddisti chiamano i politici del mondo ad usare saggezza e compassione a COP21:”Siamo a un bivio cruciale in cui la nostra sopravvivenza e quella di altre specie è in gioco come conseguenza delle nostre azioni”, affermano, sostenendo che il mondo deve assolutamente procedere con la transizione energetica e sfruttare esclusivamente fonti di energia rinnovabile.

L’ACCORDO – E’ di particolare importanza che i leader buddisti chiedano di limitare l’aumento delle temperature a 1.5°C, contro i 2°C proposti dai paesi più sviluppati, perché il target che individuano è lo stesso di molti piccoli stati insulari che rischiano di restare sommersi e non hanno abbastanza potere politico per essere ascoltati.

Lama Lobzang, segretario della Confederazione Internazionale buddista ha dichiarato “E’ facile che la vita quotidiana ci faccia dimenticare che siamo indissolubilmente legati al mondo naturale, in ogni nostro respiro, nell’acqua che beviamo e nel cibo che mangiamo. L’umanità deve agire sulle cause profonde di questa crisi, sulla sua avidità, la sua leggerezza e la totale mancanza di preoccupazione per le conseguenze delle nostre azioni.”

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