riscaldamento degli oceani

Global warming: l’inarrestabile risalita del livello del mare

ROMA – Il cambiamento climatico, complici le emissioni di gas a effetto sera, produce effetti disastrosi sul pianeta e sugli oceani, che vanno incontro ad un sempre più pericoloso surriscaldamento. Nel mondo migliaia di attivisti e di organizzazioni si battono affinché le aziende, la politica ed i singoli cittadini adottino comportamenti “salva clima”. Ma cosa succederebbe alla temperatura della terra e degli oceani se a partire da oggi, proprio adesso, mentre stai leggendo, si rendessero stabili le emissioni?

Brutte notizie, purtroppo la situazione è così compromessa che il cambiamento climatico è inarrestabile: anche se si rendessero stabili all’istante le emissioni di gas a effetto serra, la temperatura delle acque continuerebbe a salire per secoli. È quanto emerge dallo “State of the climate in 2014″, rapporto diffuso dall’American Meteorological Society cui hanno contribuito 413 scienziati di 58 Paesi, che conferma il 2014 come l’anno più caldo mai registrato.

“Anche se congelassimo i gas serra ai livelli attuali, il mare continuerebbe a scaldarsi per secoli e millenni” e di conseguenza “il livello del mare continuerebbe ad alzarsi”, spiega Greg Johnson del Noaa, l’Amministrazione statunitense oceanica e atmosferica. A livello globale, infatti, gli oceani assorbono il 90% del calore in eccesso causato dall’aumento delle emissioni di gas a effetto serra.

Nel 2014 gli esperti hanno riscontrato temperature record degli oceani e anche del livello del mare, che negli ultimi 20 anni sta salendo a una media di 3,2 millimetri all’anno. Ma le conseguenze del cambiamento climatico non si fermano ovviamente agli oceani. Il 2014 è stato l’anno più caldo mai registrato anche sulla terraferma, con le temperature che hanno raggiunto un record storico in oltre 20 nazioni. E il record è anche dei gas serra, con le concentrazioni di CO2 in atmosfera che l’anno scorso hanno raggiunto una media di 397,2 parti per milione.

Sempre in base al report, l’Artico ha registrato il suo quarto anno più caldo da quando viene monitorato, cioè dagli inizi del XX secolo. La superficie del ghiaccio marino nel settembre scorso è scesa a 5 milioni di chilometri quadrati, la sesta estensione più ridotta dal 1979, anno di inizio dei rilevamenti satellitari. Gli esperti hanno infine annotato un incremento dei cicloni tropicali: 91 quelli verificatisi nel 2014, contro una media di 82 tra il 1981 e il 2010.

Fonte: ANSA

Leave a Reply