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Gioco di parole ‘europeo’ apre al commercio di miele Ogm. La rabbia di Coldiretti

Strasburgo – ‘Componente naturale’ al posto di ‘ingrediente’, con questo escamotage linguistico il Parlamento Europeo apre di fatto le porte alla commercializzazione del miele Ogm. La risoluzione, votata a stragrande maggioranza (430 voti a favore, 224 contrari e 19 astenuti), ha dato il via libera a un testo che approva la posizione già espressa dalla Commissione europea, secondo cui il polline dev’essere considerato una ‘componente naturale’ del miele e non un ‘ingrediente’. La distinzione non è da poco visto che nel primo caso l’obbligo per gli apicoltori di etichettare il miele come ‘contenente Ogm’ scatta soltanto se le tracce di organismi geneticamente modificati superano la soglia dello 0,9% del prodotto. Nel secondo caso la soglia è, invece, fissata, allo 0,5% della massa del miele. A rimetterci la chiarezza nei confronti dei consumatori e soprattutto la loro sicurezza alimentare.

miele 2La protesta –  Nel miele in vendita nell’Unione Europea, fa sapere Coldiretti, non è necessario indicare in etichetta la presenza di polline contaminato Ogm nonostante il boom delle importazioni da Paesi a rischio contaminazione come la Cina che nel 2013 ha aumentato del 29% le spedizioni in Italia. ‘Una interpretazione, quella del Parlamento europeo, – continua la Coldiretti – che non rispecchia la posizione proposta dalla Commissione Ambiente del Parlamento, in linea con la sentenza della Corte di giustizia, del 6 settembre 2011, secondo la quale il polline è un ingrediente del miele e quindi la presenza di Ogm va indicata in etichetta Si tratta di un orientamento preoccupante perché la coltivazione di un campo Ogm è in grado di determinare la contaminazione del miele attraverso il trasporto del polline da parte delle api’. In Italia grazie all’azione della Coldiretti è vietato coltivare Ogm e di conseguenza non è contaminato il miele prodotto sul territorio nazionale che è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria.

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