sacrifici

Firma contro le pratiche religiose che recano sofferenze agli animali

Chiediamo a Papa Francesco di vietare qualunque pratica o tradizione religiosa che arrechi sofferenze agli animali

Un agnello vivo, in un cesto di viveri e con le zampe legate, è stato portato come dono, in offertorio, durante le celebrazioni pasquali nella Basilica del Santuario della Madonna del Pozzo, a Capurso (Ba).

In un comunicato pubblicato sul loro sito, i Frati della Basilica hanno chiesto scusa a quanti si sono sentiti urtati nella loro sensibilità dalla foto dell’agnello legato, e assicurano che l’animale è vivo e sta bene. Ma questo è solo uno dei tanti episodi in cui, in occasione di una manifestazione o di una cerimonia religiosa, gli animali sono costretti a subire una qualche forma di violenza o prevaricazione.

Fra l’altro, restando sul caso del Santuario della Madonna del Pozzo, il messaggio che ne deriva è fortemente diseducativo. Presentando un essere senziente come un oggetto, si incentiva il disconoscimento della sofferenza altrui, allontanando dai sentimenti di empatia, pietà, e suggerendo, anche involontariamente, una legittimazione della violenza, che nel caso specifico si presenta come sopraffazione di un essere più debole e indifeso.

Tutto ciò è estraneo alla Chiesa Cattolica del Santo di Assisi, il cui nome è stato assunto da Sua Santità, che più volte ha invitato a un atteggiamento di amore e fratellanza verso tutti gli abitanti del Creato.

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