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Energia: Per i Verdi il decreto “Milleproroghe” frena il risparmio energetico nelle case

Roma – “Il rinvio dal 1 gennaio 2014 al 1 gennaio 2015 dell’obbligo di aumento della quota dal 20% al 35% delle fonti rinnovabili per usi termici negli edifici nuovi e ristrutturati, introdotto al Senato in sede di conversione del decreto Milleproroghe, dimostra una fortissima miopia del governo e del Parlamento rispetto alla Green Economy che è un’alleato fondamentale per superare la drammatica crisi economica e occupazionale che sta vivendo l’Italia e rispetto alle politiche di adattamento per combattere i Cambiamenti Climatici”. Queso il commento di Francesco Alemanni membro dell’Esecutivo Nazionale dei Verdi e responsabile Green Economy del ‘Sole che ride’.
“Questo provvedimento . continua Alemanni – rappresenta l’ennesimo cambio in corsa delle regole a tutto vantaggio delle lobby che guadagnano sulle fonti fossili e rappresenta un freno al sistema della generazione distribuita che dovrebbe essere al centro delle politiche energetiche del futuro. Appare inaccettabile la scelta di rallentare, ancora una volta, un settore che ha dimostrato di essere una delle poche leve propulsive per il comparto edilizio e più in generale per l’economia nel suo complesso.In particolare, la percentuale di acqua calda che dovrà essere prodotta usando le rinnovabili passerà dal 20% al 30% solo nel 2015 (inizialmente lo scatto era previsto al 1 gennaio del 2014). Con il milleproproghe viene posticipato, inoltre, il passaggio dal 20 al 35% della quota di consumi di energia termica che devono essere coperti da fonti rinnovabili. L’incremento era previsto per l’inizio di quest’anno, ma l’emendamento approvato al Senato propone però lo slittamento di tale obbligo al 2015″.sole che ride

Il Governo cambi linea – Da un indagine svolta dalla Teckneco i consumi energetici di un’abitazione nuova in Classe B di 100 metri quadri, che oggi si possono quantificare, comprendendo anche l’obbligo del 20% di rinnovabili ed efficienza vigente oggi, a circa 1.000 euro l’anno, con l’applicazione della norma che avrebbe portato, con la percentuale del 35%, i costi a 780 euro, si avrebbe avuto un risparmio di 220 euro l’anno. Somma che se si proietta sui trenta anni di utilizzo medio di un’abitazione da parte della stessa famiglia diventa di 6.600 euro.Per non parlare della CO2 emessa in più, 515 kg l’anno che diventano 15 tonnellate in 30 anni. “Come Verdi – conclude Francesco Alemanni –  chiediamo al Governo e al Parlamento di porre rimedio urgentemente ripristinando i termini per gli obblighi minimi previsti inizialmente. Si tratta di una misura fondamentale per ridare fiato al settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica che, negli ultimi anni, ha subito solo rallentamenti e attacchi”.

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