Syrian children collect buckets of stagnant murky water from the side of a road in a rebel-held area in the northern city of Aleppo on May 12, 2014. Residents of Syria's second city Aleppo have been without water for more than a week because jihadists have cut supplies into rebel and regime-held areas, the Syrian Observatory for Human Rights said on May 10. AFP PHOTO/ZEIN AL-RIFAI

Ecco come gli smartphone stanno aiutando i civili in Siria

Mentre la battaglia per la conquista di Aleppo, la città più grande della Siria, infuria i civili devono affrontare altre lotte oltre a quelle armate. Ad Aleppo si combatte quotidianamente per avere accesso regolare all’elettricità ed all’acqua pulita.

La Croce Rossa, come riporta l’agenzia Reuters, ha realizzato una mappa accessibile via smartphone che marca i luoghi in cui i cittadini possono reperire acqua pulita mentre incalza l’offensiva contro le forze ribelli supportata da iraniani e russi. “La mappa è molto semplice e funziona su ogni telefono, tutti ormai hanno un cellulare con 3G” dice Pawel Krzysiek, portavoce del Comitato internazionale della Croce Rossa. La mappa indirizza gli utenti al sito di acqua pulita più vicino.

Prima del conflitto scoppiato nel 2011, Aleppo contava circa due milioni di abitanti. Krzysiek stima che l’acqua manca per circa due settimane al mese, anche Damasco soffre una situazione simile. Le barriere che impediscono l’accesso all’acqua sono duplici: anni di conflitto hanno dilaniato la Siria e gran parte delle infrastrutture idriche è ormai distrutta, in più i combattimenti continui impediscono le riparazioni dei danni alle reti idrica ed elettrica. Tuttavia non stiamo parlando di incidenti. Secondo la Croce Rossa limitare l’accesso all’acqua è una vera e propria arma di guerra: l’acqua e l’energia sono merci di scambio e oggetto di contesa tra le fazioni nemiche, a discapito della popolazione civile. Senz’acqua pulita, la popolazione è stata costretta a ricorrere a quella inquinata, di conseguenza sono aumentate le malattie, come rivela l’UNICEF che teme epidemie di colera e tifo.

Data la situazione le agenzie umanitarie hanno cominciato a trasportare l’acqua attraverso automezzi, e la Croce Rossa ha ripristinato 56 pozzi in tutta la città. Mentre, per sopperire al problema del reperimento, la Croce Rossa ha realizzato una mappa dei pozzi che ha diffuso inizialmente attraverso i social, per poi realizzare un’app per smartphone. “La cosa importante è che non si tratta solo di una mappa, che molte persone non sanno come leggere, la vera novità è il navigatore GPS, che fa la differenza perché la gente può effettivamente essere guidata al punto di raccolta più vicino”, ha detto Krzysiek all’agenzia Reuters. Krzysiek stima che l’app ha aiutato più di 40.000 persone in soli tre giorni.

Ecco come appare la mappa!

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Via: TakePart.com

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