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Caos siti nel Lazio. Viterbo dice ‘no’ ai rifiuti di Cupinoro

Roma – ‘No ai rifiuti destinati alla discarica di Cupinoro negli impianti viterbesi’: lo ha detto oggi il vice presidente della Provincia, Paolo Equitani, all’assessore regionale Michele Civita, che aveva chiesto la disponibilità della Tuscia dopo l’annuncio della chiusura della discarica a febbraio. Nella discarica di Cupinoro conferivano 25 comuni quasi tutti impegnati nella differenziata.

rifiuti-discarica-braccianoLa Regione – ‘In merito all’annuncio della chiusura della discarica di Bracciano in località Cupinoro, prevista il prossimo 31 gennaio a causa dell’esaurimento delle volumetrie disponibili, si precisa che gli uffici regionali competenti si trovano impossibilitati a rinnovare l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) della discarica a causa di un parere negativo della Soprintendenza per i Beni paesaggistici e della Direzione Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (MIBAC). Si sono così determinate due conseguenze: la necessità di individuare in tempi molto rapidi impianti provvisori e alternativi, in attesa di concludere positivamente il rinnovo dell’AIA, per i 25 Comuni della Provincia di Roma che conferiscono a Cupinoro e, al tempo stesso, la preclusione alla realizzazione dell’impianto di TMB che potrebbe servire i Comuni del bacino di riferimento per conformarsi a quanto riportato nella Circolare del Ministero dell’Ambiente del 6 agosto 2013 in materia di gestione del ciclo dei rifiuti’. Così la Regione Lazio. ‘In particolare si ricorda che la discarica è in esercizio dal 1991 e che l’autorizzazione in questione è già stata rinnovata ben due volte in passato’.  ‘La Regione, inoltre, ha comunicato ai Comuni la possibilità, prevista dall’attuale piano di gestione rifiuti del Lazio nei casi di carenza impiantistica e al fine di rispettare quanto previsto dal D.Lgs 36/2003 e dalle normative europee, di utilizzare provvisoriamente impianti presenti in altri Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), fermo restando il principio di prossimità’, spiegano ancora dalla Regione. ‘È ora compito dei Comuni l’individuazione della soluzione più favorevole alle proprie esigenze e la relativa comunicazione in merito, che la Regione Lazio aspetta di ricevere entro le prossime 24 ore. È bene ricordare che quasi tutte le 25 amministrazioni coinvolte hanno avviato in questi ultimi anni la raccolta differenziata porta a porta, con percentuali vicine al 70% per i Comuni che da più tempo hanno attuato questo tipo di raccolta differenziata. L’importante risultato conseguito ha permesso la significativa riduzione dei rifiuti conferiti in discarica (nel 2008 pari a circa 140.000 tonnellate, oggi ridotte a circa 60 mila). Risulta pertanto evidente come tale percorso virtuoso, intrapreso grazie al lavoro di tutte le istituzioni competenti, abbia contribuito in modo significativo a rendere meno grave l’odierna situazione’.

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